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Antica Drogheria
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Lo zenzero: storia, usi e proprietà

Lo zenzero (Zingiber officinale) è una pianta originaria della Cina meridionale, oggi molto coltivata nell’India e nell’Asia tropicale. Negli ultimi anni il suo utilizzo si è diffuso anche in Occidente, grazie alle proprietà benefiche di questa spezia e al suo sapore.

Per aromatizzare cibi con un tocco esotico, come ingrediente nelle tisane o nei dolci, lo zenzero riscuote oggi molto successo.

Forse non tutti sanno che il ginger, con cui vengono preparate bibite e aperitivi, in realtà è proprio l’estratto di questa radice.

Questa pianta ha un rizoma molto carnoso e la sua forma particolare è un vero tratto distintivo, che lo rende particolarissimo e facilmente riconoscibile anche da un punto di vista estetico.

Lo zenzero: caratteristiche di una pianta dalle mille qualità

La pianta dello zenzero è molto antica e molto utilizzata fin da quando se ne sono conosciuti gli effetti benefici. È una pianta sempreverde che fa parte della famiglia delle zingiberacee, tra le quali si conoscono sia piante aromatiche sia piante ornamentali.

I fusti aerei, che si dipartono dal rizoma, sono di due tipi: un tipo è piuttosto corto e sostiene i fiori, mentre l’altro è più lungo, raggiunge il metro e mezzo, e sostiene le foglie.

L’inflorescenza è molto particolare: ha una forma allungata ed è composta da brattee a protezione del fiore, il quale che ha una colorazione piuttosto anomala e va dal giallo al rosso.

Il rizoma contiene molti principi attivi, come i gingeroli e gli shogaoli, che sono responsabili del suo gusto: lo zenzero si riconosce per l’aroma molto particolare per il fatto di essere piccante, pungente e rinfrescante assieme, mentre l’odore ricorda il limone per la sua freschezza.

 Gli stessi principi attivi sono presenti anche nel fusto legnoso: proprio per le caratteristiche aromatiche viene utilizzato in Giappone per gli spiedini di pesce.

Storia dello zenzero

La storia dello zenzero si intreccia con le credenze popolari, che attribuivano a questa radice persino poteri magici.

Coltivato come erba medica fin dall’antichità, c’è chi sostiene che sia stato introdotto in Occidente da Alessandro Magno, mentre c’è chi fa risalire il suo uso in medicina già a partire dal I secolo d.C.

Il medico Dioscoride l’avrebbe prescritto come rimedio per i dolori di stomaco e come antidoto contro i veleni, anche quelli dei serpenti. Oltre a essere usato nella medicina ayurvedica e in quella cinese, pare che fosse considerato un efficace afrodisiaco naturale.

In alcune culture, la radice di zenzero era considerata sacra e si pensava che fosse utile per invocare il potere del fuoco, mentre nella cultura indiana veniva utilizzato per purificare l’alito prima di invocare gli dèi.

Con l’ascesa dell’impero romano, perse d’interesse ma riprese ad essere piuttosto utilizzata nel Medioevo, quando cominciò ad essere apprezzata soprattutto per il potere afrodisiaco.

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Lo zenzero: storia, usi e proprietà

Lo zenzero (Zingiber officinale) è una pianta originaria della Cina meridionale, oggi molto coltivata nell’India e nell’Asia tropicale. Negli ultimi anni il suo utilizzo si è diffuso anche in Occidente, grazie alle proprietà benefiche di questa spezia e al suo sapore.

Per aromatizzare cibi con un tocco esotico, come ingrediente nelle tisane o nei dolci, lo zenzero riscuote oggi molto successo.

Forse non tutti sanno che il ginger, con cui vengono preparate bibite e aperitivi, in realtà è proprio l’estratto di questa radice.

Questa pianta ha un rizoma molto carnoso e la sua forma particolare è un vero tratto distintivo, che lo rende particolarissimo e facilmente riconoscibile anche da un punto di vista estetico.

Lo zenzero: caratteristiche di una pianta dalle mille qualità

La pianta dello zenzero è molto antica e molto utilizzata fin da quando se ne sono conosciuti gli effetti benefici. È una pianta sempreverde che fa parte della famiglia delle zingiberacee, tra le quali si conoscono sia piante aromatiche sia piante ornamentali.

I fusti aerei, che si dipartono dal rizoma, sono di due tipi: un tipo è piuttosto corto e sostiene i fiori, mentre l’altro è più lungo, raggiunge il metro e mezzo, e sostiene le foglie.

L’inflorescenza è molto particolare: ha una forma allungata ed è composta da brattee a protezione del fiore, il quale che ha una colorazione piuttosto anomala e va dal giallo al rosso.

Il rizoma contiene molti principi attivi, come i gingeroli e gli shogaoli, che sono responsabili del suo gusto: lo zenzero si riconosce per l’aroma molto particolare per il fatto di essere piccante, pungente e rinfrescante assieme, mentre l’odore ricorda il limone per la sua freschezza.

 Gli stessi principi attivi sono presenti anche nel fusto legnoso: proprio per le caratteristiche aromatiche viene utilizzato in Giappone per gli spiedini di pesce.

Storia dello zenzero

La storia dello zenzero si intreccia con le credenze popolari, che attribuivano a questa radice persino poteri magici.

Coltivato come erba medica fin dall’antichità, c’è chi sostiene che sia stato introdotto in Occidente da Alessandro Magno, mentre c’è chi fa risalire il suo uso in medicina già a partire dal I secolo d.C.

Il medico Dioscoride l’avrebbe prescritto come rimedio per i dolori di stomaco e come antidoto contro i veleni, anche quelli dei serpenti. Oltre a essere usato nella medicina ayurvedica e in quella cinese, pare che fosse considerato un efficace afrodisiaco naturale.

In alcune culture, la radice di zenzero era considerata sacra e si pensava che fosse utile per invocare il potere del fuoco, mentre nella cultura indiana veniva utilizzato per purificare l’alito prima di invocare gli dèi.

Con l’ascesa dell’impero romano, perse d’interesse ma riprese ad essere piuttosto utilizzata nel Medioevo, quando cominciò ad essere apprezzata soprattutto per il potere afrodisiaco.

Proprietà dello zenzero

Anche le proprietà benefiche attribuite allo zenzero nel corso del tempo ne hanno condizionato l’uso.

Gli studi scientifici dimostrano che la presenza di oli essenziali come zingiberene, curcumene, canfora e i principi attivi come i gingeroli e gli shogaoli conferiscono allo zenzero reali capacità curative, in particolare le proprietà digestive.

Se fin dall’antichità lo zenzero veniva consumato proprio a questo fine, è altrettanto vero che in alcune culture veniva masticato per alleviare il mar di mare.

Tuttavia ci sono importanti differenze tra lo zenzero fresco e lo zenzero in polvere o cotto: i gingeroli si trasformano durante l’essicamento o durante la cottura e diventano shoagoli e zingeroni. Poiché sono i gingeroli ad essere responsabili del gusto pungente, la trasformazione porta anche alla variazione del gusto e ad attenuare le caratteristiche che lo rendono così particolare.

Lo zenzero in cucina

Lo zenzero è una spezia molto utilizzata in cucina, oltre che come rimedio per motivi di salute, e i due utilizzi paiono strettamente legati l’uno con l’altro.

Sembrerebbe, infatti, che l’antica usanza di avvolgere la radice dello zenzero nel pane per aiutare la digestione sia all’origine del pan di zenzero: ne sarebbero nati i biscotti di pan di zenzero, diffusosi in modo particolare nei paesi del nord Europa. In questo frangente, così come in molti altri dolci, lo zenzero è particolarmente apprezzato per il gusto e per il fatto che si sposa particolarmente bene con altre spezie. Infatti, la cannella, la noce moscata e i chiodi di garofano vengono spesso usate in concomitanza con lo zenzero. Sempre nei dolci, un altro abbinamento particolarmente riuscito è assieme al cioccolato, anche nella versione dello zenzero candito.

Nella cultura orientale lo zenzero viene utilizzato anche grattugiato: qui viene impiegato nei sughi o nelle salse, alle quali conferisce un sapore piccante e unico. Per un gusto più delicato è meglio scegliere quello in polvere, che grazie all’essicazione perde la piccantezza, pur conservando le sue particolarità.

Per le proprietà digestive, lo zenzero viene spesso proposto sotto forma di tisana: l’infuso allo zenzero sarebbe anche adatta nel periodo invernale in quando pare avere anche la funzione di rimedio contro il raffreddore. Per il suo effetto rinfrescante è consigliata con la febbre.   

Esistono anche versioni di tè neri e tè verdi allo zenzero, mentre negli infusi trova ottimi abbinamenti con gli agrumi come lime, limone e arancio.

Bibliografia

Alessandra Artale, Curcuma, zenzero e peperoncino, 2016

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