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La tazza cinese: come si usa il gaiwan

Chi è appassionato di tè non può non conoscere il gaiwan, la tazza da tè tipica cinese. Si tratta di un oggetto non solo funzionale, ma anche particolarmente interessante da un punto di vista estetico.

Non c’è ambiente cinese in cui venga celebrato il rito del tè che non abbia tra i suoi accessori proprio questo tipo di tazza coperta, particolarmente indicata per alcune varietà di tè, ma comunque utilizzata per ogni tipo.

Che cos’è il gaiwan e quando nasce

Il gaiwan è un tipo di tazza la cui nascita risale al quattordicesimo secolo, ovvero durante la dinastia Ming.

Nella cerimonia del tè cinese, la tazza è un oggetto molto importante, in quanto deve permettere un’ottima infusione e allo stesso tempo poter essere tenuta in mano.

Il gaiwan è una tazza con il coperchio che ha dimensioni ridotte, tanto da poter essere tenuta in mano, e allo stesso tempo è sufficientemente larga perché le foglie possano distendersi in acqua e rilasciare il loro aroma nella maniera corretta.

Si tratta di una specie di ciotola che ha una capienza tra i 100 ml e i 300 ml e che può essere di diversi materiali.

Le tazze gaiwan in origine erano fatte in terracotta o in argilla e all’interno erano smaltate. Attualmente se ne trovano anche in porcellana, in argilla Yixing oppure in vetro. La smaltatura interna impedisce che vengano assorbiti sapori e aromi delle infusioni precedenti, che potrebbero danneggiare il gusto del tè.

L’argilla Yixing è un tipo particolare di terracotta originaria della città omonima, tipica città industriale cinese della provincia di Jiangsu. Viene considerato il materiale perfetto per l’infusione del tè in quanto permette di conservare le caratteristiche organolettiche del tè migliorando il gusto.

Inoltre, si tratta di un materiale che ha un’ottima resistenza al calore, pertanto può essere posta direttamente sul fuoco senza rischiare di creparsi.

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La struttura del gaiwan

Il gaiwan è una tazza senza manico che svolge contemporaneamente la funzione di teiera. Sebbene in occidente si usino formati di gaiwan piuttosto standardizzati, in Cina se ne possono trovare di misure molto varie, anche tazze piccolissime che hanno una dimensione di soli 30 ml.

Va considerato che nella tradizionale cerimonia del tè venivano sorbiti solo pochi sorsi durante i quali i commensali potevano sentire il gusto vero e proprio della bevanda. Una tazza da 30 ml consente di sorbire circa 3 sorsi, che per la tradizione cinese sono più che sufficienti a gustare il tè.

Il gaiwan, poi, è dotato di coperchio e piattino: il coperchio serve per permettere una perfetta infusione. Al centro vi è un pomello concavo per sollevare il coperchio stesso senza bruciarsi. La temperatura dell’acqua, infatti, è molto elevata. Proprio la copertura è fondamentale perché l’infusione avvenga in modo corretto: l’aria che rimane tra il coperchio e l’acqua calda forma una specie di cuscinetto isolante, utile a isolare il liquido dal coperchio.

Poiché il gaiwan non ha manico, il piattino serve per sollevare la tazza e sorbire la bevanda direttamente senza scottarsi. Per questa funzione è fondamentale che il piattino aderisca perfettamente alla ciotola in modo da non scivolare quando si inclina.

Preparare il tè con il gaiwan

La preparazione del tè con il gaiwan segue la metodologia di infusione cinese. In Cina, infatti, si utilizza una minore quantità di acqua, una concentrazione maggiore di foglie di tè e tempi di infusione più brevi.

Ciò permette di avere un gusto piuttosto intenso senza che le foglie si brucino o prendano gusti sgradevoli a causa di un’infusione troppo lunga.

Il gaiwan va scaldato con l’acqua calda prima di porre al suo interno le foglie, che devono occuparlo per circa un quarto della capienza. Dopodiché l’acqua va versata direttamente sulle foglie alla temperatura corretta a seconda del tipo di tè. Anche il tempo di infusione può variare e durante tutta questa operazione deve essere mantenuto il coperchio.

A infusione completata, si potrà decidere le utilizzare il gaiwan come un tazza e sorbire il tè direttamente oppure se utilizzarlo come una teiera, versando il tè in altre piccole tazze.

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Usare il gaiwan come una teiera

Poiché l’usanza cinese preveda che si bevano pochi sorsi di tè ciascuno, spesso dopo l’infusione la bevanda viene versata in altre piccole ciotole, sempre senza manico, che hanno la funzione vera e propria di tazza.

Per chi non è esperto, versare il tè dal gaiwan in un’altra tazza non è molto facile. Non essendoci il classico beccuccio, come si usa nelle teiere in stile occidentale, è necessario spostare di lato il coperchio creando una specie di fessura dalla quale far fuoriuscire il liquido. Contemporaneamente, il coperchio avrà la funzione di trattenere le foglie che non devono cadere nella tazza.

Tenendo fermo gaiwan e coperchio, si procederà a sollevare la tazza senza formare un angolo troppo ampio, in modo da permettere al liquido di riempire la tazza senza che ci si scotti.

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