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Come preparare il miglior tè: gli accessori che non possono mancare

Preparare il tè non è solo una pratica quotidiana a cui molte persone sono abituate, ma consiste in una vera e propria arte.

Se si osservano le tradizioni millenarie, si può capire come si prepara il tè nelle diverse parti del mondo: due sono infatti i metodi principali per fare il tè: quello occidentale e quello orientale.

Sebbene non esista un metodo migliore dell’altro, entrambi assolvono esigenze di gusto diverse e si basano sull’uso di specifici accessori.

Come fare un buon tè: i metodi orientale e occidentale

La scuola orientale e quella occidentale interpretano due modi diversi di vivere la cerimonia del tè. In ambito anglosassone il tè è un vero e proprio rito, ben definito da gestualità e pratiche fisse.

Ciò avviene, sebbene con caratteristiche diverse, anche nel mondo giapponese e cinese.

Il metodo anglosassone per fare un buon tè richiede l’uso di poche foglie e un tempo di infusione piuttosto lungo, che viene fatto in una volta sola.

L’abitudine orientale, invece, predilige l’uso di una quantità maggiore di foglie di tè con infusioni brevi e ripetute.

Indipendentemente dai due metodi, entrambi ugualmente efficaci, sebbene con caratteristiche diverse, vi sono diversi elementi che non si possono tralasciare:

  • La qualità dell’acqua è importantissima per ottenere un buon tè: più è pura e neutra, più è probabile che si possa ottenere una buona bevanda. Infatti, la presenza di cloro o calcare influisce sul gusto, modificandone le proprietà organolettiche.

  • La temperatura dell’acqua: su questo punto vi sono opinioni contrastanti. Quando ci si chiede come fare il tè, c’è chi risponde che l’acqua non dovrebbe mai bollire, mentre altri sono meno rigidi. Bisogna però considerare le varietà di tè e sapere che anche la temperatura influisce sul risultato. Infatti, una temperatura troppo alta può bruciare le foglie, soprattutto di alcune varietà più delicate, e modificare il gusto. Anche una temperatura troppo bassa può non essere adeguata, in quanto rischia di non permettere ad alcune varietà di tè di far uscire completamente il loro aroma.

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Come si prepara il tè: quali accessori usare

Scegliere gli accessori giusti è un altro punto essenziale per preparare un buon tè. Gli accessori indispensabili per il tè sono:

  • Teiera : la teiera deve essere riscaldata prima di essere utilizzata, in modo tale che non vi siano perdite di calore nel momento in cui viene predisposta l’infusione. Ne esistono di varie fogge, ma l’elemento indispensabile per la preparazione di un buon tè è senza dubbio il materiale scelto. Porcellana, ceramica e vetro sono senz’altro da preferire a quelle in metallo che possono rilasciare un gusto sgradevole.

  • Filtro : la preparazione del tè con le foglie è senz’altro migliore di quella, più pratica e moderna, con le bustine. Per usare le foglie è dunque necessario avere un filtro. Anche in questo caso è importante il materiale, ma non va tralasciata nemmeno la forma. Se il filtro è troppo piccolo non permette alle foglie di assorbire la giusta quantità di acqua e rilasciare l’aroma nel modo giusto. Per quanto riguarda il materiale, meglio usare quelli in acciaio o in vetro.

  • Orologio o cronometro: serve per misurare il tempo di infusione. A seconda dei tipi di tè e della cultura a cui si fa riferimento, può essere indicato un diverso tempo di infusione.

  • Termometro: si usa per misurare la temperatura dell’acqua. In genere i tè verdi giapponesi e, in generale, quelli più delicati richiedono temperature inferiori (tra i 70° e gli 85°), mentre quelli che richiedono temperature più elevate sono i tè fermentati e i tè neri indiani, che vogliono una temperatura che può raggiungere anche i 90°-98°.

  • Cucchiaio o bilancino: serve per misurare la quantità di tè da mettere in infusione. Anche in questo caso ci sono diverse opinioni e nella cultura orientale si usa metterne di più rispetto a quello che si fa nella cultura anglosassone.

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Curiosità: l’antica preparazione del tè

Il tè come lo intendiamo oggi è il frutto di una lunga evoluzione, che ha portato a una vera e propria specializzazione della preparazione del tè. Nonostante siano numerose le leggende che circolano sull’origine della bevanda e sui modi in cui veniva consumata anticamente, ci sono dati per pensare che, un tempo, la preparazione fosse piuttosto diversa da quella chi intendiamo oggi.

Molti studiosi, infatti, concordano che in origine venisse assunto come decotto e che fosse aggiunto ad altri ingredienti come latte, cipolla, scorza d’arancia o burro (Manuale del Sommelier).

Parrebbe, poi, che in certe aree dell’Asia, le popolazioni che vivevano nelle zone più isolate, rompevano le mattonelle di tè, che così veniva trasportato, e lo cuocessero assieme ad altre verdure. Nelle regioni del nord, più aride e rocciose, il tè era molto importante da un punto di vista nutrizionale, in quanto serviva a supplire la mancanza di verdure e alimenti ricchi di vitamine.

Solo nel XIV secolo si iniziò a preparare il tè come lo intendiamo oggi, mettendo le foglie secche in infusione nell’acqua calda. Questo fu in effetti il metodo più apprezzato e presto si diffuse in tutto il mondo.

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