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Preparazione del tè: come togliere il calcare dal bollitore

Il calcare del bollitore può essere un serio problema nella preparazione del tè. Il bollitore è uno degli strumenti che si utilizza per la preparazione del tè: oggi, poi, per questioni di praticità e velocità si usa molto spesso il bollitore elettrico.

Il bollitore elettrico, infatti, permette di scaldare l’acqua in tempi molto brevi senza nemmeno la necessità di accendere il gas. Tuttavia, pulire il bollitore non è sempre facile, soprattutto perché si formano molto di frequente depositi di calcare.

Per una perfetta preparazione del tè, il calcare è un pessimo nemico, capace di rovinare il gusto della bevanda.

Perché si forma il calcare nel bollitore

La formazione del calcare nel bollitore è un processo del tutto normale: le acque dure, ovvero quelle che hanno un elevato contenuto di sali di calcio e di magnesio, hanno maggiore probabilità di formazione di calcare, ma ciò non significa che non sia un problema che riguarda anche acque che ne contengono una quantità minore.

Quando l’acqua viene riscaldata, si avvia un processo chimico per cui i sali presenti nell’acqua stessa si cristallizzano e formano dei depositi: una specie di patina biancastra che man mano si accumula diventando una crosta sempre più dura.

È la temperatura a dare luogo alla cristallizzazione ed è il motivo per cui il calcare si deposita nei tubi dell’acqua, nei termosifoni e negli elettrodomestici.

Anche il bollitore, proprio a causa della elevata temperatura, rischia di coprirsi di calcare.

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Il calcare fa male alla salute?

La formazione del calcare nel bollitore è un processo del tutto normale: le acque dure, ovvero quelle che hanno un elevato contenuto di sali di calcio e di magnesio, hanno maggiore probabilità di formazione di calcare, ma ciò non significa che non sia un problema che riguarda anche acque che ne contengono una quantità minore.

Quando l’acqua viene riscaldata, si avvia un processo chimico per cui i sali presenti nell’acqua stessa si cristallizzano e formano dei depositi: una specie di patina biancastra che man mano si accumula diventando una crosta sempre più dura.

È la temperatura a dare luogo alla cristallizzazione ed è il motivo per cui il calcare si deposita nei tubi dell’acqua, nei termosifoni e negli elettrodomestici.

Anche il bollitore, proprio a causa della elevata temperatura, rischia di coprirsi di calcare.

Il calcare: un nemico per il tè

A qualcuno può senza dubbio essere successo di avere preparato il tè seguendo tutte le corrette modalità e poi di ritrovarsi una bevanda scialba e amarognola, nella quale magari si possono intravvedere macchie oleose.

Se i criteri corretti di preparazione sono stati seguiti alla lettera, dalla temperatura dell’acqua al tempo di infusione, allora è probabile che il problema arrivi dall’acqua.

L’acqua per fare il tè dovrebbe essere poco dura, ovvero contenere pochi residui e avere un ph neutro. Secondo la tradizione più antica, dovrebbe essere un’acqua senza gusto né odore. Se si usa l’acqua del rubinetto, è importante che non abbia odori sgradevoli di cloro o di zolfo; se, invece, si usa l’acqua in bottiglia, è bene fare attenzione alle etichette accertandosi che il residuo fisso sia inferiore a 150 mg/L, che il ph sia neutro, ovvero compreso tra 6,5 e 7,5, e il contenuto di magnesio e calcio sia inferiore o pari ai 10 mg/L.

Se si usa il bollitore elettrico per scaldare l’acqua, è fondamentale che il sia ben pulito e che non abbia residui di calcare. Talvolta i residui addirittura si staccano e formano delle scagliette bianche che si vedono poi galleggiare nella bevanda: non solo uno spettacolo poco piacevole, ma la garanzia di un tè scadente. I modelli migliori di bollitori elettrici hanno dei filtri che evitano questi spiacevoli inconvenienti. Tuttavia, se non si esegue una accurata e periodica pulizia, il calcare si forma ugualmente, anche se in modo meno evidente.

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Pulire il bollitore per un tè di qualità

Così come vale per tutti gli accessori del tè, anche il bollitore, elettrico o tradizionale, necessita una adeguata pulizia.

Per eliminare il calcare dal bollitore si possono usare efficacemente rimedi naturali, che sono economici, efficaci e non lasciano residui chimici che potrebbero danneggiare la preparazione futura delle bevande.

  • Aceto di vino bianco: è una delle soluzioni più pratiche ed efficaci. È sufficiente diluirne un bicchiere in tre bicchieri d’acqua (o comunque nella proporzione di uno a tre) e lasciarlo nel bollitore per una notte intera. In giorno successivo, tutto il calcare dovrebbe essersi staccato e sciolto. Quindi, si può sciacquare abbondantemente e poi fare nuovamente bollire l’acqua. Se non vi è più odore di aceto, l’acqua può essere usata tranquillamente.

  • Limone: un altro metodo naturale per eliminare il calcare è con il limone. Anche in questo caso va sciolto nell’acqua: due cucchiai di limone per quattro-cinque cucchiai di acqua. Una volta messi nel bollitore, si porta l’acqua a temperatura e si lascia riposare per qualche ora. Dopodiché è sufficiente sciacquare, rimettere l’acqua nel bollitore, portare a ebollizione, gettare l’acqua e, se non ci sono più residui, riprendere ad utilizzare il bollitore normalmente.

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